CONDUTTORI
Chiara

Nasco in un freddo autunno del 1982, in una Torino ancora operaia. Ma le mie origini meridionali mi faranno migrare all’età di 23 anni, verso terre più miti. Dopo aver danzato per 17 anni, spaziando dalla danza classica alla moderna, fino all’hip-hop, mi trasferisco a Roma per intraprendere la carriera di attrice... ( mah ).
In realtà ho frequentato la scuola di recitazione Teatro Nuovo Torino per tre anni. Ma dopo aver sognato il successo comodamente sdraiata sul divano in sala, a casa dei miei genitori, realizzo che la realtà è un po’ più complicata.
Compio quindi l’excursus di ogni artista che si rispetti: cameriera, baby-sitter, hostess, fino a quando arrivano le esperienze teatrali che mi fanno crescere artisticamente. Ma contemporaneamente mi viene fatto dolcemente notare che con il mio spiccato accento torinese non andrò molto lontano, nel teatro, e soprattutto nel doppiaggio e nella radio, mondi ai quali mi affaccio. Così decido di voler imparare a parlare in italiano e mi immergo nel meraviglioso mondo della dizione. Studia, studia, studia, finché magicamente la mia voce, così disgraziata e claudicante, inizia con mia grande meraviglia a funzionare, anche in radio, ed eccomi qui.
La vita apre porte inaspettate, prende direzioni che mai avremmo immaginato; è un mare in tempesta, inutile tentare di placarlo, semmai imparare a cavalcarlo.
In realtà ho frequentato la scuola di recitazione Teatro Nuovo Torino per tre anni. Ma dopo aver sognato il successo comodamente sdraiata sul divano in sala, a casa dei miei genitori, realizzo che la realtà è un po’ più complicata.
Compio quindi l’excursus di ogni artista che si rispetti: cameriera, baby-sitter, hostess, fino a quando arrivano le esperienze teatrali che mi fanno crescere artisticamente. Ma contemporaneamente mi viene fatto dolcemente notare che con il mio spiccato accento torinese non andrò molto lontano, nel teatro, e soprattutto nel doppiaggio e nella radio, mondi ai quali mi affaccio. Così decido di voler imparare a parlare in italiano e mi immergo nel meraviglioso mondo della dizione. Studia, studia, studia, finché magicamente la mia voce, così disgraziata e claudicante, inizia con mia grande meraviglia a funzionare, anche in radio, ed eccomi qui.
La vita apre porte inaspettate, prende direzioni che mai avremmo immaginato; è un mare in tempesta, inutile tentare di placarlo, semmai imparare a cavalcarlo.
